mercoledì 11 settembre 2013

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  La decapitazione del santo profeta e precursore Giovanni il Battista
Omelia per il giorno della decapitazione del Precursore (2005)
 
Nel nome del Padre e del Figlio e del santo Spirito.
Perché la Chiesa offre una tale venerazione a San Giovanni Battista, fissando perfino un giorno di stretto digiuno in suo onore? Ecco dieci ragioni:
1. Il nostro Signore stesso disse che San Giovanni era il più grande profeta ‘tra i nati di donna’ (Luca 7, 28). Alcuni si stupiscono udendo queste parole. Chiedono: non è Cristo stesso il più grande tra i nati di donna? Ma Cristo non nacque da una donna in modo naturale (cioè, da una donna sposata), nacque da una vergine. Perciò, in obbedienza alle parole del nostro Signore, che chiama San Giovanni il più grande tra i nati di donna, la Chiesa gli rende il dovuto onore. Di fatto, non ci sono meno di sei feste di San Giovanni nell’anno della Chiesa. La prima è la sua Concezione il 23 Settembre. Poi c’è la sua principale commemorazione il 7 gennaio, il giorno dopo la festa del Battesimo di Cristo. Poi c’è il secondo ritrovamento del suo capo il 24 febbraio. La sua festa successiva è il terzo ritrovamento del suo capo il 25 maggio. Il quinto è la sua Nascita, o Natività, il 24 giugno, e infine la festa di oggi, ultima nell’anno della Chiesa, la sua Decapitazione il 29 agosto.
2. I genitori di San Giovanni erano a buon diritto persone grandi e sante, e il loro figlio fu un dono in risposta alla loro preghiera, esaudita nella loro pia vecchiaia. Suo padre era San Zaccaria, profeta, sacerdote e martire. Sua madre, Santa Elisabetta, era sorella di Sant’Anna, madre della Madre di Dio. Questa correlazione tra la Madre di Dio e il suo parente, San Giovanni, è espressa nell’icona che sta sopra le porte sante in molte chiese ortodosse. L’icona mostra Cristo al centro, la Madre di Dio alla sua destra e San Giovanni il Battista alla sua sinistra. Quest’icona è chiamata la Deisis (supplica), e significa che la nostra salvezza è correlata non solo al nostro Salvatore, ma anche alla sua santa Madre e a San Giovanni.
3. Per questa ragione San Giovanni ha il titolo speciale di ‘Precursore’, in greco ‘Prodromos’, che è anche un nome di battesimo comune tra i greci. San Giovanni è il solo che vanta il nome di Precursore di Cristo, perciò è il pioniere della nostra Fede. Come possiamo pertanto mancare di rendergli un onore speciale?
4. Al santo Precursore è anche dato il titolo di ‘Profeta’. Di fatto si può dire che sia stato l’ultimo profeta dell’Antico Testamento. Come potete ricordare, gli ultimi diciassette libri dell’Antico Testamento sono i Libri Profetici, da Sant’Isaia a San Malachia. In questo modo, possiamo anche dire che San Giovanni è il primo profeta del Nuovo Testamento. Così, San Giovanni può essere considerato un cardine, che unisce l’Antico Testamento e il Nuovo Testamento. Notiamo anche che non solo San Giovanni il Battista è il primo profeta del Nuovo Testamento, ma anche che l’ultimo profeta del Nuovo Testamento si chiama Giovanni. Si tratta di San Giovanni il Teologo, che ha scritto l’ultimo libro del Nuovo Testamento nonché il suo unico libro profetico, il libro dell’Apocalisse.
5. San Giovanni il Battista, primo profeta del Nuovo Testamento, è stato anche il primo martire nel tempo della predicazione pubblica di Cristo, circa tre anni prima del Santo Arcidiacono Stefano, che fu il primo martire dopo l’Ascensione di Cristo.
6. Si può anche dire che San Giovanni il Battista è stato il primo monaco, èd è per questo che è il santo patrono dei monaci e della vita monastica. Questo è il significato del primo vangelo che leggiamo oggi, nel quale il nostro Signore dice al giovane che desidera seguirlo, prima di tutto di obbedire ai comandamenti e poi di donare tutte le sue ricchezze. Questo è il modo in cui Sant’Antonio il Grande decise di andare nel deserto, udendo questo stesso Vangelo, che imita così tanto San Giovanni il Battista.
Ricordiamo l’importanza della vita monastica per la Chiesa Ortodossa. Il monachesimo è il barometro della Chiesa. Quando la vita monastica fiorisce, così fiorisce tutta la Chiesa. Quando la vita monastica è debole, allora tutta la Chiesa è debole. E San Giovanni è a capo della vita monastica.
7. Il primo passo verso la vita monastica, e invero verso la vita cristiana in generale, è la conversione. E questa è la prima parola di San Giovanni. Per questo è grande, perché predica la conversione. La conversione è la lettera A dell’alfabeto cristiano ortodosso, è il marchio della verità, il marchio della sobrietà, l’assenza di esaltazione, il senso della realtà. Così, i primi discepoli di San Giovanni, Andrea e Pietro, furono anche i primi discepoli di Cristo. E non dovremmo dimenticare che San Giovanni ha predicato la conversione non solo sulla terra, ma anche nell’ade. Dopo la sua decapitazione, San Giovanni scese agli inferi, dove tutta l’umanità defunta era tenuta prigioniera, e qui predicò a tutte le generazioni, da Adamo ed Eva in poi, dell’imminente venuta di Cristo, in meno di tre anni.
8. Il primo passo nella vita monastica è l’obbedienza. Questa obbedienza si può vedere nella preghiera e nel digiuno di San Giovanni. Egli pregava nel deserto e mangiava miele e locuste, vestito di pelo di cammello. Gli angeli lo servivano. Così, nella Chiesa egli è chiamato ‘uomo celeste e angelo terreno’. La sua obbedienza si può vedere nella sua accettazione di battezzare il Figlio di Dio, il cui legacci dei sandali egli, stando alle sue stesse parole, era indegno perfino di sciogliere.
9. Il secondo passo nella vita monastica è la povertà, non solo in termini di non avere denaro, ma anche di non avere potere. San Giovanni denunciò senza paura gli abusi di potere, quando questo era usato per fare del male. Questo è il significato del secondo vangelo di oggi, il vangelo per la festa di San Giovanni. Questo vangelo ci racconta come San Giovanni aveva denunciato Erode Antipa, figlio di quell’Erode che aveva massacrato i Santi Innocenti quasi trent’anni prima a  Betlemme, che al tempo della predicazione di San Giovanni era il sovrano della Galilea.
10. Infine, San Giovanni fu grande perché fu l’araldo del terzo passo nella vita monastica, quello della castità. San Giovanni denunciò i peccati di sensualità di Erode Antipa, e denunciò il primato del corpo sullo spirito. Erode aveva dapprima sposato la figlia di un principe arabo, chiamato Areta, quindi si era preso per amante la propria cognata, Erodiade. Da lei ebbe una figlia, Salome. E quindi Erode ebbe una relazione incestuosa con questa figlia, avuta dalla sua amante. Come risultato della denuncia dell’iniquità di Erode e di Erodiade fatta da San Giovanni, egli fu decapitato, e il suo capo portato a Erodiade su un vassoio. Ecco perché gli ortodossi chiedono sempre le preghiere di San Giovanni Battista nei casi di tumori cerebrali, emicranie e mali di testa.
Come abbiamo sentito, fu alla sua festa di compleanno che Erode, eccitato dalla danza di sua figlia, acconsentì alla richiesta di sua moglie di decapitare San Giovanni. Questa è una ragione per cui noi ortodossi non diamo molta importanza ai nostri compleanni, ma piuttosto al giorno dei nostri santi patroni. Questo episodio con Erode è infatti il solo caso nel Nuovo Testamento in cui udiamo di una festa di compleanno, e questa fece commettere un grande crimine.
La punizione di Erode fu terribile. Dapprima, il suo regno fu invaso dal principe arabo Areta, che fu fin troppo diligente a vendicare l’onore di sua figlia. Quindi Erode fu esiliato con tutta la sua famiglia dai romani infuriati. Esiliati da loro a Lerida in Spagna, fu qui in un terribile inverno che sua figlia Salome cadde in un’apertura nel ghiaccio mentre passava sopra a un fiume gelato. Mentre affondava nel fiume, il ghiaccio si strinse attorno al suo collo. Nello sforzo di liberarsi, mosse le gambe come per danzare. In quel momento, tuttavia, le sporgenze affilate del ghiaccio le tagliarono il collo e la decapitarono. Il suo corpo peccatore e impenitente scomparve per sempre sotto il ghiaccio. I testimoni oculari videro il suo capo sul ghiaccio, lo raccolsero e lo portarono a Erode – su un vassoio. Quanto a Erode ed Erodiade, scomparvero anch’essi, precipitando in un crepaccio che si aprì nel corso di un terremoto a Lerida. Così, essi scomparvero dalla storia, senza obbedire al richiamo di conversione di San Giovanni, inghiottiti dai fuochi sotterranei. Ma quanto a San Giovanni che chiamò e che ancora chiama alla conversione – il suo nome vive per sempre.
Santo Precursore, Profeta e Battista Giovanni, prega Dio per noi!
Padre Andrew Phillips
Festa della decapitazione del Precursore (domenica 29 agosto / 11 settembre 2005) 

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