martedì 18 settembre 2012

Dal Blog: http://chiesaortodossarussaitalia.blogspot.it/

Il Patriarca di Mosca contro i nemici della Chiesa


MOSCA, 11.

La “fusione” tra il Patriarcato di Mosca e lo Stato è una «invenzione», una «elucubrazione» fatta apposta per attaccare la Chiesa ortodossa russa e i valori da essa promossi e difesi: il Patriarca di Mosca, Cirillo, ha utilizzato un’intervista televisiva e il sermone domenicale pronunciato nella cattedra-le di Cristo Salvatore per sgombera-re il campo da vecchie e nuove illazioni che mettono in stretto collegamento il potere statale con la sfera religiosa e i suoi massimi rappresen-tanti. Una polemica tornata di attualità dopo recenti, clamorosi epi-sodi che hanno visto la Chiesa come bersaglio di insulti, minacce e mani-festazioni di dissenso (ignoti vandali in Russia e in Ucraina hanno anche tagliato di netto alcune croci). «Si tratta di una menzogna — ha detto Cirillo — creata ad arte da chi vuole attaccare la Chiesa con una certa concezione del mondo, per mostrare che attraverso questa presunta “fu-sione” con lo Stato essa intende controllare la vostra coscienza, la vostra volontà. Perché il fatto che il presidente o il primo ministro preghino con il Patriarca una o due volte all’anno deve portare alla con-clusione che esiste un amalgama? E perché si devono privare queste per-sone, credenti, del diritto di pregare, anche assieme al loro Patriarca?», si è chiesto il primate ortodosso. Sia nell’intervista alla catena tele-visiva Rossya 1 sia durante la cele-brazione in cattedrale (nella quale è stato ricordato il duecentesimo anni-versario della battaglia di Borodino, luogo di un epico scontro fra l’eser-cito russo e le truppe di Napoleo-ne), Cirillo ha affermato che la Chiesa ortodossa è attaccata da “nemici” che temono la sua rinascita, dopo la caduta del regime sovietico, e che vogliono distruggere i suoi luoghi di culto. «Non ci fermeremo», ha ammonito il Patriarca di Mosca rivolgendosi a tutti quegli “avversari” che intendono bloccare l’espandersi del cristianesimo orto-dosso nel Paese. E si è detto convin-to che questi attacchi sono “esplora-tivi”, fatti per «testare la profondità della fede e dell’impegno per l’orto-dossia in Russia». Oggi — ha ag-giunto — «penso che chi ha lanciato questa provocazione ha visto che davanti a sé non c’è una massa sen-za volto, silenziosa, ma un popolo in grado di proteggere ciò che è sa-c ro » . Com’è noto, nelle settimane scor-se, l’organizzazione ortodossa «La Santa Russia», per voce del suo re-sponsabile, Ivan Otrakovsky, ha of-ferto al Patriarcato la sua disponibi-lità a mettere in pratica l’idea di af-fidare a gruppi di fedeli volontari la difesa dei luoghi di culto e dei cimi-teri, anche per prevenire possibili aggressioni ai sacerdoti nelle strade di Mosca. Cirillo ha dipinto coloro che attaccano la Chiesa come nemici della Russia, affermando che tale “campagna” è «contro la nostra anima cul-turale, contro il nostro codice di civiltà». E riferendosi alla battaglia di Borodino ha spiegato che quello scontro contro le forze napoleoni-che, duecento anni fa, è stata una lezione per la Russia di oggi, minacciata «dalla blasfemia e dall’ol-traggio». Coloro che invitano a «prendere in giro i nostri santuari, a rigettare la nostra fede e, addirittura, a distruggere le nostre chiese, stanno tuttavia sperimentando — ha sottolineato il primate ortodosso — la capacità della gente di proteggere i loro luoghi sacri». Nei suoi interventi, il Patriarca di Mosca ha quindi replicato a chi vede nella Chiesa e nello Stato un tutt’uno, osservando che ciò che sta accadendo «non è una fusione ma la cristianizzazione della società». Ed è proprio questo «che spaventa i nostri nemici, è la paura di fronte al fatto che l’ortodossia russa, praticamente annientata all’epoca sovietica, è stata capace di tornare nella vita delle persone. Forse — ha concluso Cirillo — tutto questo “trambusto” è stato fatto per fermarci, ma non ci riusciranno, perché non ci fermeremo».

© Osservatore Romano - 12 settembre 2012

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