martedì 12 dicembre 2017

Incontro annuale del Clero della nostra Diocesi in Italia a Milano il giorno 8 dicembre 2017 con il nuovo Vescovo Matteo.

















 

Luturgia ad Altomonte

Ricordo,se ce ne fosse bisogno, a tutte le fedeli ed a tutti i fedeli ortodossi che sono residenti nella cittadina di Altomonte e dei paesi vicini, che domenica prossima, 17 dicembre, la Divina Liturgia sarà celebrata presso la Chiesa Parrocchiale Ortodossa di San Arsenio di Cappadocia, Via Balbia n. 7, ad Altomonte. Quindi vi aspetto, insieme ai vostri figli, per essere tutti insieme nella casa del Signore.
Non ci sono scuse, di sorta, per declinare (evitare) questo invito, anche perchè dovremo metterci d'accordo sull'orario per la celebrazione del 24 dicembre notte.
Figlie e Figli, non lasciamoci sopraffare e soggiogare dalle lusinghe e dalle attrattive demoniache, che ci allontanano dalla casa di Dio, dalla sua parole e dal suo viso e ci portano lontano da Lui.
Il Signore nella sua infinita misericordia, vi benedica e vi protegga !!!! AMIN !!!!

mercoledì 15 novembre 2017

Invito alla Divina Liturgia




Domenica prossima, 19 novembre 2017, presso la sua casa in Via Balbia, 7, dove è ubicata la Chiesa Ortodossa “San Arsenio di Cappadocia) del Patriarcato di Mosca, il Signore Iddio ha organizzato una Cena. Per l’occasione il Signore Iddio ha ucciso gli animali più grassi ed ha bandito una tavolata favolosa dove ogni ben di dio tutti gli invitati potranno assaggiare, assaporare e mangiare.

Per l’occasione, tramite questo suo invito, tutte le fedeli e tutti i fedeli Figli della santa ortodossia, sono pregati di prendere parte a questa festa. Come sappiamo, secondo la tradizione cristiana, la domenica è il giorno dedicato al Signore Iddio Padre-Figlio e Santo Spirito. E’ il giorno di riposo assoluto, ed è anche il giorno in cui il fedele cristiano è invitato dal suo Creatore a prendere parte, presso la sua casa, al banchetto domenicale dove il Figlio viene offerto in sacrificio per la redenzione dell’intera umanità peccatrice attraverso la celebrazione della Divina Liturgia.

Oggi l’umanità intera si riposa, e tutte le famiglie ortodosse, specialmente coloro che hanno battezzato i loro figli presso le Chiese Parrocchiali del nostro Patriarcato, a Castrovillari e Altomonte, si raccolgono con i loro figli, attorno a questa grande tavola imbandita, per partecipare insieme al loro Pastore, alla celebrazione della Divina Liturgia.

Figlie e Figli: non comportiamoci come gli invitati descritti nel vangelo, i quali pur convocati per tempo, hanno disdetto all’invito del loro Signore, e senza pensarci due volte, hanno addotto, pur di non essere presenti,  scuse puerili e senza senso.

Il Signore Iddio, nostro creatore e nostro padre, vuole la salvezza dei suoi figli; e come ogni genitore che si rispetti, anche se questi sono lontani, durante l’anno (durante la permanenza su questa terra) li vuole tutti attorno a se, per stare insieme a loro e donargli il Corpo e il Sangue del suo unico Figlio, che si è immolato affinché tutti possano , poi, godere del premio promesso, cioè il Paradiso perduto.

Figlie e Figli: non comportiamoci come gli invitati del vangelo, i quali hanno snobbato l’invito, ma alziamoci per tempo, prendiamo i nostri figli ed insieme a loro,  incamminiamoci verso la Casa del Signore, dove Lui, ci sta aspettando, seduto sul suo trono,  con i portoni aperti, i piatti fumanti, la carne ben cotta, i bicchieri stracolmi del buon nettare  e tutti i servitori (gli angeli) ad esserci vicini per servirci durante tutto il tempo della festa.

Per loro, i quali hanno preferito: dormire fino a tardi, andare a fare shopping nei vari supermercati, passeggiare lungo le vie dl paese o della città per mostrare l’abito nuovo appena acquistato, mostrare la nuova auto, ecc. ecc., il Signore Iddio, non ha avuto pietà, sappiamo tutti che fine hanno subìto.

Ecco i servitori riinviati dal Signore, ecco vengono a noi, miseri Figli suoi, pieni di problemi materiali e spirituali, ci prendono per mano e ci incamminano per la via giusta e dritta che conduce alla tavola imbandita. Mettiamo il vestito di festa e prendiamo parte a questa solennità. Andiamo ad occupare la poltrona che Dio Padre,insieme al Figlio e al Santo Spirito, hanno preparato per noi fin dal seno di nostra madre. E’ la poltrona della giusta promessa, dove solo ognuno di noi potrà sedersi e nessun altro; accanto al nostro Padre e creatore, a suo Figlio unigenito, al Santo Spirito, alla Beata Vergine Maria, ai Santi e alle celesti potestà incorporee. Noi, se accetteremo questo invito, saremo accanto ed insieme a loro.

Non perdiamo stupidamente la nostra vita, non facciamoci ammaliare dalle ricchezze della terra, che non avranno alcun valore in cielo, coccoliamo amorevolmente ciò che la promessa del Signore ci appartiene ed è nostra da sempre.

Il demonio con il suo modo di fare, ci vuole allontanare dal nostro Padre e dopo averci offerto le ricchezze passeggere durante questo breve passaggio sulla terra, ci porta con se in un luogo dove: “ci sarà solamente buio e stridor di denti”!

Figlie e figli; già ci bastano le problematiche terrene, abbiamo la forza di dire no al demonio, di allontanarlo da noi, di umiliarlo davanti i nostri figli, i quali giusto alle 10.00 desiderano vedere un nuovo cartone animato, che alla fine si dimostrerà solamente vuoto e arido.

Quindi, domenica prossima, avviciniamoci al nostro Sovrano della gloria e nella sua casa, ad Altomonte in Via Balbia, 7 presso la Chiesa Parrocchiale Ortodossa dedicata a San Arsenio di Cappadocia, partecipiamo con il sorriso, con amore filiale, alla chiamata del Padre che sta nei cieli.

Figlie e figli: il Signore Iddio Vi benedica e Vi protegga !!!

sabato 11 novembre 2017

Care Fedeli e Cari Fedeli: rinverdisco la vostra memoria comunicandovi che Domenica 12 novembre 2017, presso la Chiesa Parrocchiale Ortodossa "San Giovanni di Kronstadt" del Patriarcato di Mosca a Castrovillari , (Cosenza - Calabria), presso Palazzo Gallo / Piazza Vittorio Em. II celebreremo la Divina Liturgia con inizio alle ore 9,30.
Vi aspetto e come sempre vi consiglio di portare con voi i vostri figli perchè possano ricervere il corpo ed il sangue del Signore. Vi benedico !!!!


Chiesa Ortodossa
Patriarcato di Mosca

Parrocchia
San Giovanni di Kronstadt
Palazzo Gallo
P.zza Vittorio Em. II

Castrovillari (cs)

Domenica 12 novembre 2017
Tono VI
Santi martiri Zenobio e Zenobia


Tropari del giorno:
Ангельския силы на гробе Твоем и стрегущии омертвеша, и стояше Мария во гробе, ищущи Пречистаго Тела Твоего. Пленил еси ад, не искусився от него; сретил еси Деву, даруяй живот. Воскресый из мертвых, Господи, слава Тебе.
Мученицы Твои, Господи,/ во страданиих своих венцы прияша нетленныя от Тебе, Бога нашего,/ имуще бо крепость Твою,/ мучителей низложиша,/ сокрушиша и демонов немощныя дерзости,/ тех молитвами// спаси души наша.

Слава Отцу, и Сыну, и Святому Духу.
Православныя веры поборниче, земли Российския печальниче, пастырем правило и образе верным, покаяния и жизни во Христе проповедниче, Божественных Таин благоговейный служителю и дерзновенный о людех молитвенниче, отче праведный Иоанне, целителю и предивный чудотворче, граду Кронштадту похвало и Церкве нашея украшение, моли Всеблагаго Бога умирити мир и спасти души наша.

И ныне и присно и во веки веков. Аминь.
Предстательство христиан непостыдное, ходатайство ко Творцу непреложное, не презри грешных молений гласы, но предвари, яко Благая, на помощь нас, верно зовущих Ти; ускори на молитву и потщися на умоление, предстательствующи присно, Богородице, чтущих Тя.

L'immagine può contenere: 1 persona, cielo, nuvola, spazio all'aperto, sMS e natura


martedì 7 novembre 2017

http://www.ortodossiatorino.net

Presentazione del metropolita Ilarion di Volokolamsk alla conferenza sul futuro cristiano dell'Europa, 22 settembre 2017, Londra
 
Dal sito del Dipartimento delle relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato di Mosca, e dal sito dell'ambasciata della Federazione Russa nel Regno Unito, 25 settembre 2017

 

Vostre eminenze ed eccellenze, caro ambasciatore, organizzatori e partecipanti alla conferenza,
Saluto cordialmente tutti coloro che sono riuniti oggi presso l'ambasciata russa a Londra per partecipare a questa conferenza dedicata alla questione del futuro del cristianesimo in Europa. Questo argomento non solo non perde la sua importanza, ma risuona sempre nuovo. Gli esperti ritengono che oggi il cristianesimo rimanga non solo la comunità religiosa più perseguitata del pianeta, ma che si trovi anche di fronte a nuove sfide che toccano le fondamenta morali della vita dei popoli, della loro fede e dei loro valori.
I decenni recenti hanno visto una trasformazione nel paesaggio religioso e etnico dell'Europa. Tra le ragioni vi è la più grande crisi migratoria del continente dalla fine della seconda guerra mondiale, causata da conflitti armati e da problemi economici nei paesi del Medio Oriente e dell'Africa settentrionale. Secondo le cifre dell'agenzia europea Frontex, più di 1.8 milioni di migranti sono entrati nell'UE solo nel 2015. [1] I dati della relazione internazionale sulle migrazioni delle Nazioni Unite mostrano che il numero dei migranti in Europa è aumentato da 49,3 milioni di persone nel 2000 a 76,1 milioni di persone nel 2015. [2] Secondo la ricerca dell'Organizzazione internazionale delle migrazioni dell'ONU in tutto il mondo circa l'1,3 per cento della popolazione adulta, che comprende circa 66 milioni di persone, nel prossimo anno intende partire per un altro paese per viverci definitivamente. Circa un terzo di questo gruppo di persone – 23 milioni – sta già progettando di partire. Il 16,5 per cento dei potenziali migranti che sono stati interrogati ha risposto che i paesi in cima alla loro lista sono Gran Bretagna, Germania e Francia. [3]
L'altro motivo per la trasformazione della mappa religiosa d'Europa è la secolarizzazione della società europea. I dati di un sondaggio britannico indicano che più della metà degli abitanti del paese – per la prima volta nella storia – non si sente affiliata a una particolare religione. 2942 persone hanno partecipato a un sondaggio condotto nel 2016 dal Centro nazionale britannico per la ricerca sociale: il 53% di chi ha risposto alla domanda sull'affiliazione religiosa ha dichiarato di non appartenere a nessuna confessione religiosa. Tra i ragazzi dai diciotto ai venticinque anni, il numero di persone non religiose è maggiore – Il 71 per cento. Quando una ricerca simile è stata condotta nel 1983, solo il 31 per cento di quelli che erano stati interrogati aveva dichiarato di non appartenere a nessuna confessione. [4]
Possiamo vedere una tendenza opposta nei paesi dell'Europa dell'Est, in particolare in Russia. Un sondaggio di opinione condotto a luglio in Russia dal centro Levada ha mostrato un netto calo del numero degli atei e dei non credenti, dal 26 per cento nel dicembre 2015 al 13 per cento nel luglio 2017. [5] Questo, naturalmente, non significa che nell'altro 83 per cento tutti siano credenti praticanti. Molti si definiscono "religiosi in qualche misura" o "non molto religiosi", ma si sentono comunque affiliati a una delle religioni tradizionali. Tuttavia, il numero di persone che si definiscono "molto religiose" sta crescendo costantemente.
Lo stato contemporaneo della vita religiosa nella società russa è direttamente legato ai tragici eventi di cento anni fa. La catastrofe storica del 1917 ha coinvolto la Russia in una guerra civile fratricida, con atti di terrorismo, esilio dei migliori rappresentanti della nazione oltre i confini della propria patria e deliberato annientamento di tutti gli strati della società – la nobiltà, i cosacchi, il clero e i contadini ricchi. Questi sono stati dichiarati "nemici del popolo" e i loro parenti sono stati sottoposti a discriminazione e sono stati "privati dei diritti", costringendoli all'orlo della sopravvivenza. Tutto questo terrore è avvenuto sotto la bandiera di un'ideologia comunista che combatteva ferocemente contro la religione. Milioni di credenti sono stati sottoposti alle più crudeli persecuzioni, molestie, discriminazioni e repressioni – dalla derisione e dal licenziamento sul posto di lavoro, fino alla carcerazione e alla morte per fucilazione. La Chiesa in quegli anni ha prodotto una grande moltitudine di martiri e confessori per la fede che, come diceva san Paolo, "furono torturati, non accettando la liberazione loro offerta, per ottenere una migliore risurrezione. Altri, infine, subirono scherni e flagelli, catene e prigionia" (Ebrei 11,35-36).
Una discussione sul futuro del cristianesimo in Europa è impossibile se non si comprendono le prospettive per la sopravvivenza della religiosità tra i suoi abitanti. La ricerca condotta dal Centro per lo Studio del Cristianesimo Globale presso il Collegio Teologico Gordon-Cornwell, negli USA, indica che il numero dei cristiani in Europa sarà costantemente in calo: da 560 milioni di persone nel 2015 a 501 milioni entro il 2050. [6] I calcoli del Pew Research Centre sono più pessimisti e prevedono una riduzione dei cristiani in Europa da 553 milioni di persone nel 2015 a 454 milioni di persone entro il 2050. [7]
Queste sono previsioni allarmanti, ma riflettono le tendenze attuali nella trasformazione dell'immagine religiosa dell'Europa e non possono essere ignorate. Alcuni suggeriscono che, a meno che non sia applicata una forza speciale, l'Europa non può semplicemente smettere di essere cristiana per il fatto che l'Europa è stata cristiana per molti secoli. Vorrei ricordarvi che in Russia prima del 1917 nessuno aveva mai sostenuto che avrebbe avuto luogo il collasso di un impero cristiano secolare, e che questo sarebbe stato sostituito da un regime totalitario ateo. E anche quando ciò accadde, pochi credevano che fosse una cosa seria e di lunga durata.
Il declino moderno del cristianesimo nel mondo occidentale può essere paragonato alla situazione dell'impero russo prima del 1917. La rivoluzione e gli eventi drammatici che ne seguirono hanno avuto profondi motivi spirituali, così come sociali e politici. Per molti anni l'aristocrazia e l'intelligentsia avevano abbandonato la fede, seguite poi dalla gente comune. Sua Santità il patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus' ne ha parlato nel gennaio 2017: "La rottura fondamentale nel modo tradizionale della vita – e ora sto parlando (...) dell'auto-coscienza spirituale e culturale del popolo – è stata possibile solo per perché qualcosa di molto importante era scomparso dalle vite del popolo, in primo luogo l'élite. Nonostante una prosperità e esteriore, progressi scientifici e culturali, rimaneva nella vita del popolo sempre meno fede vera e sincera in Dio, e comprensione dell'importanza eccezionale dei valori appartenenti a una tradizione spirituale e morale". [8]
Negli immediati anni del dopoguerra il cristianesimo ha svolto un ruolo rilevante nel processo di integrazione europea, che era visto nel contesto della guerra fredda come uno dei mezzi per contenere l'espansione della propaganda atea e dell'ideologia comunista. Il Vaticano, nella sua propaganda anticomunista, si basava sull'unità europea, sui partiti cristiano-democratici dell'Europa occidentale. Quest'ultima credeva fermamente che la civiltà occidentale fosse strettamente legata ai valori cristiani e che dovesse essere difesa dalla minaccia comunista. Papa Pio XII sosteneva la creazione di una comunità europea come "missione storica dell'Europa cristiana".
Il primo presidente della Repubblica federale tedesca, Theodor Heuss, ha dichiarato che l'Europa è stata costruita su tre colline: l'Acropoli, che le ha dato i valori di libertà, filosofia e democrazia; il Campidoglio, che rappresentava i concetti giuridici e l'ordine sociale dei romani; e il Golgota, cioè il cristianesimo. [9] Va anche rilevato che i padri fondatori dell'Unione Europea erano uomini profondamente religiosi – per esempio il ministro degli esteri francese Robert Schuman, il cancelliere della Repubblica federale di Germania Konrad Adenauer e il ministro degli Esteri italiano Alcide De Gasperi.
E quando, mezzo secolo dopo la creazione dell'Unione Europea, è stata scritta la sua costituzione, sarebbe stato naturale per le Chiese cristiane aspettarsi che il ruolo del cristianesimo come uno dei valori europei fosse incluso in questo documento senza derogare dalla natura secolare delle autorità in un'Europa unificata. Ma, come sappiamo, questo non è accaduto. L'Unione Europea, quando ha scritto la sua costituzione, ha rifiutato di menzionare il suo patrimonio cristiano perfino nel preambolo del documento.
Io credo fermamente che un'Europa che ha rinunciato a Cristo non sarà in grado di preservare la sua identità culturale e spirituale. Per molti secoli l'Europa è stata la casa dove diverse tradizioni religiose hanno vissuto fianco a fianco, ma nello stesso tempo in cui il cristianesimo svolgeva un ruolo dominante. Questo ruolo si riflette in particolare nell'architettura delle città europee che sono difficili da immaginare senza le loro magnifiche cattedrali e le loro numerose chiese, anche se più modeste di dimensioni.
Un monopolio dell'idea laicista ha preso piede in Europa. La sua manifestazione è l'espulsione della visione religiosa del mondo dalla sfera pubblica. L'articolo 4 della Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di tutte le forme di intolleranza e di discriminazione basate sulla religione e sul credo, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1981, afferma che "tutti gli Stati adottano misure efficaci per prevenire ed eliminare la discriminazione in base alla religione o al credo nel riconoscimento, nell'esercizio e nel godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali in tutti i campi della vita civile, economica, politica, sociale e culturale". [10]
Gli architetti della società laicista si sono occupati dell'aspetto giuridico della questione: formalmente si può confessare qualsiasi religione, ma se si cerca di motivare le proprie azioni attraverso la fede religiosa e la libertà di coscienza e incoraggiare gli altri ad agire secondo la propria fede, allora nel migliore dei casi si sarà sottoposti a censura, o, al peggio, ad azioni penali.
Per esempio, se sei un medico e ti rifiuti di eseguire un aborto [11] o un'eutanasia [12], facendo riferimento ai tuoi principi religiosi, allora violi la legge. Se sei un pastore protestante e vivi in ​​un paese in cui le unioni dello stesso sesso sono legali, allora hai poca probabilità di rifiutare a una di queste coppie il diritto a un matrimonio in chiesa rimanendo impunito dello Stato. Così, per esempio, il primo ministro svedese Stefan Löfven ha affermato di recente che tutti i pastori della Chiesa di Svezia dovrebbero essere obbligati a svolgere matrimoni ecclesiastici per le coppie dello stesso sesso, aggiungendo "vedo paralleli con l'ostetrica che si rifiuta di eseguire aborti". Chi lavora come ostetrica deve poter eseguire aborti, altrimenti deve fare un lavoro diverso... È lo stesso per i sacerdoti". [13]
Questi politici sono l'esatto contrario di quelli che hanno posto le basi dell'Unione Europea e questo tipo di retorica, a mio avviso, è suicida per il continente europeo. La legalizzazione dell'aborto, l'incoraggiamento della promiscuità sessuale e i tentativi sistematici di minare i valori della famiglia hanno portato a una profonda crisi demografica in molti paesi europei. Questa crisi, accompagnata da una crisi d'identità, porterà ad una situazione in cui altri popoli abiteranno l'Europa con una diversa religione, una cultura diversa e diversi paradigmi di valori.
Spesso si usa il linguaggio dell'odio nei confronti dei cristiani quando i cristiani insistono sul loro diritto di partecipare agli affari pubblici. Essi godono degli stessi diritti degli aderenti di qualsiasi altra religione o degli atei. Tuttavia, in pratica non è così: decine di casi di discriminazione contro i cristiani per motivi delle loro convinzioni si registrano ogni anno. Questi casi sono evidenziati dai media e diventano un argomento di discussione pubblica, ma la situazione nel suo complesso non cambia come risultato.
Nel mondo moderno la secolarizzazione militante è stata trasformata in un potere autonomo che non tollera il dissenso, e consente a gruppi di minoranza ben organizzati di imporre con successo la loro volontà sulla maggioranza sotto il pretesto di osservare i diritti umani. Oggi i diritti umani sono stati in sostanza trasformati in uno strumento per manipolare la maggioranza e la lotta per i diritti umani è divenuta la dittatura della minoranza in relazione alla maggioranza.
Purtroppo dobbiamo notare che questi non sono incidenti isolati, ma un sistema di valori già formato, sostenuto dallo Stato e dalle istituzioni sovranazionali dell'UE.
In una situazione in cui abbiamo una pressione aggressiva da parte di gruppi che propagano idee inaccettabili dalla prospettiva della morale cristiana tradizionale, è essenziale unire gli sforzi delle Chiese per contrastare questi processi, agire congiuntamente nei media, nell'ambito del sostegno legale, così come nella propagazione di valori cristiani comuni a tutti i livelli possibili. È importante che le Chiese condividano le loro esperienze in questo ambito e sviluppino la cooperazione tra le organizzazioni ecclesiali per i diritti umani e i centri di monitoraggio.
Credo che sia importante che i cristiani d'Europa stiano fianco a fianco per difendere quei valori su cui la vita del continente è stata costruita per secoli e che dovrebbero considerare le afflizioni e lo sgomento dei cristiani in tutto il mondo come se venissero da loro stessi.
Note
[1] Frontex Risk Analysis Network Quarterly Report. Q4 2015 – testo
[2] International Migration Report 2015. United Nations Department of Economic and Social Affairs / Population Division – testo
[3] Measuring Global Migration Potential, 2010–2015. Issue No. 9, July 2017 – testo
[4] Число неверующих в Великобритании впервые превысило 50% – testo
[5] testo
[6] testo
[7] testo
[8] Presentazione di sua Santità il patriarca Kirill all'apertura delle XXV Letture educative della Natività – testo
[9] Христианские церкви и европейская интеграция: параметры взаимодействия – testo
[10] testo
[11] testo
[12] Casa di riposo cattolica in Belgio multata per aver rifiutato l'eutanasia – testo
[13] testo

giovedì 2 novembre 2017

http://pravprihod.ru / Anche questo, grazie al nostro Santo Patrono "San Giovanni di Kronstadt", è un grande miracolo. La nostra Parrocchia è conosciuta in tutto il territorio della Santa Russia e nel mondo intero. (Prossimamente anche in italiano)

Отец Иоанн Каппарелли: «Храм Иоанна Кронштадтского в Италии – для меня самое большое чудо»

Отец Иоанн – настоятель храма в честь святого праведного Иоанна Кронштадтского в итальянском городе Кастровиллари. Местные называют его падре Каппарелли, а сам он, однажды увидевший икону Батюшки и навсегда полюбивший его, раньше был греко-католиком и никогда не был в России. В интервью «Иоанновской семье» он поделился подробностями об истории и жизни своего прихода, буднях, праздниках, трудностях, радостях и мечтах простого православного священника в Италии.
 
Отец Иоанн, расскажите, пожалуйста, какое место среди православных храмов занимает церковь им. Иоанна Кронштадтского в вашем регионе?
– В Италии наша церковь – единственная, которая посвящена этому святому, а в городе Кастровиллари только она является Православной церковью Московского патриархата.
В Кастровиллари – около тысячи православных христиан. По всей Италии, в основном, доминирует Румынская Православная Церковь, далее следуют Константинопольский патриархат и Московский. Если же взять нашу провинцию – Козенца, да и всю Калабрию (административная область, расположенная в самой южной части Апеннинского полуострова, образно говоря, «носок итальянского сапога», – ред.), то в ней большинство православных принадлежат к Московскому патриархату, затем идут Константинопольский и Румынский. Соответственно, в Калабрии – три православных священника, каждый из нас подчиняется одному из этих патриархатов. 

– Почему ваш храм освящен в честь Иоанна Кронштадтского?
– В 2002 году я побывал в паломничестве в Турине, посетив Православную Церковь Московского патриархата. Общаясь с местным иереем – отцом Амвросием, я увидел у него икону, которая меня поразила. На мой вопрос, кто этот святой, отец Амвросий ответил, что это русский праведник из города Кронштадт – святой Иоанн Кронштадтский. Мне икона настолько понравилась, что я попросил ее подарить мне. Я очень полюбил этого святого, ведь меня также зовут Иоанн. В итоге, решил освятить нашу общину, будущую церковь, в честь святого Иоанна Кронштадтского. 

– Всероссийский батюшка и сегодня помогает жизни вашего прихода?
– Наш приход, в целом, небольшой – на великие праздники, такие как Пасха и Рождество, собираются 15-20 человек, однако сам храм им. Иоанна Кронштадтского стал результатом настоящих, невидимых чудес, и это самое большое, видимое чудо. По его молитвам, Господь собрал здесь православных христиан – русских, румын, албанцев, греков, белорусов – чтобы славить Его и благодарить за все чудеса. 

– Расскажите немного об истории прихода, о ваших прихожанах.
– Наша община им. Иоанна Кронштадтского родилась в 2001-2002 годах. Изначально у нас не было помещения, да и я еще не был рукоположен во священство. Мы собирались там, где получалось найти место, какое-то время это была даже комната в тюрьме. По благословению епископа Антонио Лотти, который освятил одно из таких помещений, наша православная община стала регулярно собираться на молебны, чтение акафистов. В 2007 году архиепископ Иннокентий рукоположил меня в сан иерея, после чего наша церковь обосновалась здесь.
Большую часть прихожан на сегодня составляют румыны, много русских, достаточно украинцев. Однако после проблем, связанных с ситуацией на Украине, с войной на Донбассе, сложилось так, что украинцы перестали ходить к нам, объясняя, что не хотят посещать храм Московского патриархата.
Хор, в основном, румынский: по правую сторону на клиросе поют русские (их двое), по левую – румыны. Одна из румынок специально выучила церковно-славянский, чтобы петь на этом языке. 

– Как Вы стали православным священником?
– Раньше я был греко-католиком, так как происхожу из албанцев, но принял православную веру. Моя жена осталась греко-католичкой. 29-30 декабря 2007 года в Риме состоялось мое рукоположение в сан иерея в церкви святой Екатерины Московского патриархата. Его совершил архиепископ Иннокентий, который отвечал за Зарубежную Церковь. Затем я вернулся в Кастровиллари, стал собирать верующих православных людей и решать вопросы поиска постоянного помещения для нашего храма. Помогли мне политики, которые добились выделения нам двух комнат, где мы и служим вот уже десять лет. 

– Трудно ли быть православным иереем в Италии?
– В последнее время, слава Богу, легче, чем было раньше. До 1200 года практически вся территория нынешней Италии, включая Неаполь и Салерно, была под Византией. То есть, исторически, будучи греческой территорией, здесь было распространено православие. После того, как нормандцы опустошили итальянскую землю – начиная с Рима и заканчивая Сицилией, православная вера попала под запрет, "правящей" признавалась исключительно католическая. Православных верующих преследовали, убивали, отправляли в ссылки, церкви ушли в катакомбы и пещеры. Причем, катакомбные храмы сохранились до сих пор – они есть и в Апулии, и в Колабрии, и на Сицилии, и в Базиликате.
Италия остается под юрисдикцией католиков по сей день, «командует» здесь папа Римский. Мы же, можно сказать, здесь православные гости. Когда открылись границы, появилось много переселенцев – греков, русских, румын, которые нашли здесь работу, создали семьи, поэтому власти разрешили открывать в Италии церкви других конфессий, в том числе православные храмы. 

– Можно ли сегодня назвать жизнь вашего прихода активной?
– Нашу церковь можно назвать «пограничной», так как все мы работаем – прихожане, певчие, я тоже работаю. Когда на двунадесятые праздники собирается большее количество людей, чем обычно, это уже можно назвать чудом, поскольку всем нужно отпрашиваться с работы. Одна из сложностей состоит в том, что наш патриархат живет по юлианскому календарю, другие – по григорианскому. Соответственно, разница в датах составляет 13 дней, и праздники редко выпадают на выходные дни. Кроме того, далеко не все наши прихожане живут в Кастровиллари, и тем, кто доезжает сюда из других городов и деревень, добраться непросто. Сделать это можно только на личном автомобиле – общественный транспорт по воскресеньям не ходит. Если в воскресенье здесь можно увидеть 20 прихожан, для меня это счастье. Больше всего верующих приходит, конечно, на большие праздники, такие как Пасха и Рождество.

– Бывали ли Вы в России, поддерживаете ли контакты со священниками в нашей стране?
– К сожалению, нет, для этого у меня нет возможностей – ни физической, ни экономической: моя зарплата не позволяет мне путешествовать далеко. Когда в России праздновали 100-летие со дня кончины Великого пастыря, а затем 25-летие со дня его прославления в лике святых Русской Православной Церковью, меня приглашали в Кронштадт, но поехать у меня не получилось. Здесь же, в Италии, мы, священнослужители Московского патриархата, активно общаемся между собой, регулярно собираемся. В частности, 8 декабря должен состояться собор всех православных священнослужителей страны под руководством нового епископа Матвея. 

– Что для вас означает быть частью Иоанновской семьи? Чего бы Вы ей пожелали?
– Батюшка Иоанн Кронштадтский – наш святой покровитель. Я даже иногда думаю, что если бы наша церковь была освящена в честь другого святого, может, и не было бы у нас такой благодати. Сам чувствую его покровительство и помощь: всякий раз, когда, скажем, согрешаю, какая-то невидимая сила «ставит меня на место», поправляет в делах. И я думаю, что это происходит именно по заступничеству Иоанна Кронштадтского.
В итоге, благодаря ему и Господу нашему Иисусу Христу, наш приход собирается вот уже 10 лет – церковь, можно сказать, стоит его молитвами. Слава Богу, храм у нас есть, мы славим Господа, литургии служатся каждое воскресенье и на все праздники. Чувствуется сила и защита святого праведника – он действительно является нашим покровителем.
Главное, чего хочу пожелать всем членам Иоанновской семьи – объединиться и вновь встретиться всем вместе. Понятно, что такая встреча может пройти только в России, и многим приехать, опять же, будет непросто, но Господу все возможно. Дай Бог, чтобы по молитвам Иоанна Кронштадтского она состоялась. Желаю Семье единения и молю Бога о нашей общей встрече.

Интервью провела Дина Гайфулина.
Фото автора.

martedì 31 ottobre 2017

Dal nostro villaggio........


Sono stato, ad Acquaformosa, l'ultimo giorno della "Sagra della castagna", anche per essere presente fisicamente a questa festa. Devo però constatare che lo sfarzo delle prime edizioni, man mano si è andata a perdere lungo i vicoli, oramai, vuoti del nostro villaggio. C'è stato un periodo in cui le cantine, le stalle e le case disabitate, per l'occasione, erano state riaperte e lucidate per dare forza e vivibilità a questa manifestazione. E non riesco a com prendere del perché solo la parte meridionale, quella che va sotto la Chiesa parrocchiale del paese (non riesco a comprendere il perchè solamente "ka shëkëmbi") è stata scelta per lo svolgimento della manifestazione, quando anche la parte centrale e nord del paese, quella per intenderci che va ka Sheshi e ka Bregu, potrebbe essere utilizzata, per far conoscere ai turisti che Acquaformosa ha anche un centro storico notevole ed interessante. Queste ultime edizioni, per essere sincero e non per criticare negativamente, non sono state un granchè riuscite. Ma qualcuno potrebbe anche dire che non tutte le ciambelle riescono con il buco ed infatti l'altra sera, forse per il vento freddo che spirava in paese, forse perchè, diciamolo chiaramente, quest'anno le castagne le abbiamo viste con il binocolo (colpa dell'animaletto che ha distrutto questo nostro patrimonio economico, colpa del regalo che il Parco ci ha offerto che possiamo chiamare senza problemi “cinghiali” e colpa di animali domestici che scorazzano indisturbati nelle varie piantagioni brucando tutto quello che gli va sotto le mandibole e, dulcis in fundo, colpa anche di avventurieri castagnari della zona, i quali pensando che questo frutto sia senza padroni si danno alla pazza gioia riempiono buste e bustarelle alla faccia del reale proprietario), non c’è stata una grande affluenza di pubblico, come in altri paesi limitrofi dove si festeggiava lo stesso avvenimento. Forse, probabilmente, l’avvenimento ha bisogno di una piccola revisione, per non essere stantii e proporre sempre le stesse cose; una nuova e più ricca programmazione; un coinvolgimento più eterogeneo della popolazione ed anche, secondo me, una progettazione e pianificazione che non avvenga gli ultimi giorni, ma studiata mesi e mesi prima. Io sono convintissimo che con un poco di buona e sana volontà, questa manifestazione ottobrina (Shën Mitri / San Demetrio) potrebbe avere una grande risonanza nell'ambito del territorio. Come sempre è un mio pensiero gridato a squarcia gola, senza tendenze equivoche. Chiunque lavori per il paese è sempre il ....benvenuto !!!!! Se poi i consigli vengono equivocati, beh! allora .....che il Signore ci protegga !!!!
Questo come sempre è un mio pensiero, lungi dal dire che tutto quello che si fa in paese e per il paese è da buttare o che fa schifo. Ognuno di noi ha una sua visione, che potrebbe piacere o buttata alle ortiche. Ma come si dice “quando il consiglio è gratuito” potrà essere messo da parte e restare inascoltato.

sabato 21 ottobre 2017

La Sacra Ortodossia si difende non con i lecchinaggi, i baciamani, le telecamere, con le visite in vaticano o con l'oro ma (come ha fatto Cincinnato ) con la preghiera e con una grande propaganda di sensibilità e conoscenza della Verità che è Cristo: "Io sono la via, la verità, la vita" !!!!! Stiamo aspettando che il Signore Gesù Cristo ci invii un nuovo Marco d'Efeso per contrastare queste false inclinazioni "eretiche e scismatiche" affinchè tutti i veri cristiani si uniscano contro le nuove false verità, ad iniziare da questo ecumenismo massone e fariseo che tanto male sta arrecando all Chiesa di Cristo, fondata sulla pietra angolare che i muratori hanno scartato, sotto il vessillo che raffigura il volto del salvatore. Amìn....amìn....amìn !!!!!

martedì 17 ottobre 2017

PATRIARCATO  DI  MOSCA
  PARROCCHIA  ORTODOSSA

“SAN  GIOVANNI  DI  KRONSTADT”

CASTROVILLARI


Domenica 22 ottobre 2017
Tono III
Memoria dei
 Padri del VII concilio ecumenico
San Giacomo di Alfeo
San Andronico e della sua consorte
Tropari :
Да веселятся небесная, да радуются земная, яко сотвори державу мышцею Своею Господь, попра смертию смерть, первенец мертвых бысть; из чрева адова избави нас, и подаде мирови велию милость.
Препрославлен еси, Христе Боже наш, светила на земли отцы наши основавый и теми ко истинней вере вся ны наставивый, Многоблагоутробне, слава Тебе.

Апостоле святый Иакове, моли Милостиваго Бога, да прегрешений оставление подаст душам нашим.

Пустынный житель и в телеси Ангел и чудотворец показался еси, Богоносне отче наш Андрониче, постом, бдением, молитвою Небесная дарования приим, исцеляеши недужныя и души верою притекающих к тебе. Слава Давшему тебе крепость, слава Венчавшему тя, слава Действующему тобою всем исцеления.

.Слава Отцу, и Сыну, и Святому Духу.

Православныя веры поборниче, земли Российския печальниче, пастырем правило и образе верным, покаяния и жизни во Христе проповедниче, Божественных Таин благоговейный служителю и дерзновенный о людех молитвенниче, отче праведный Иоанне, целителю и предивный чудотворче, граду Кронштадту похвало и Церкве нашея украшение, моли Всеблагаго Бога умирити мир и спасти души наша.

И ныне и присно и во веки веков. Аминь.

Предстательство христиан непостыдное, ходатайство ко Творцу непреложное, не презри грешных молений гласы, но предвари, яко Благая, на помощь нас, верно зовущих Ти; ускори на молитву и потщися на умоление, предстательствующи присно, Богородице, чтущих Тя.